Dice quello che deve dire, non una parola di più. Ce ne fossero, come lei.
Keegan, Claire. Un’estate (p.35). EINAUDI. Edizione del Kindle.
È il 1981 e in un paesino rurale della Repubblica d’Irlanda vive una bambina silenziosa di 9 anni. La sua famiglia è povera e numerosa. La madre, nuovamente incinta, subisce passivamente la vita nella quale si ritrova. Il padre beve, perde soldi e qualsiasi cosa possa ripagare i debiti di gioco. È scontroso e il suo modo di essere padre non ha nulla a che fare con l’amore. Proprio per la povertà e l’arrivo di un altro bambino, la coppia decide di portare la nostra protagonista da Mrs e Mr Kinsella, parenti della madre che la ospiteranno per l’estate. I mesi che passerà con loro permetteranno alla bambina di fare esperienza della naturalezza di atti così semplici ma potenti da insegnarle cosa sia l’amore.
Il racconto Foster, scritto da Claire Keegan, ha una storia editoriale che accomuna molti dei testi letterari che vengono adattati per il cinema. Infatti il racconto viene pubblicato in Irlanda nel settembre del 2010 ma in Italia soltanto nel 2023, con il titolo Un’estate da Einaudi, quindi dopo l’uscita del suo adattamento cinematografico del 2022 diretto e scritto da Colm Bairéad. Capita spesso che le trasposizioni rilancino l’opera di partenza con una nuova pubblicazione (a volte utilizzando la locandina del film come copertina) o che, come in questo caso, aprano le porte dei mercati editoriali esteri.
La nostra protagonista letteraria non ha nome e questo in qualche modo le permette di essere chiunque possa rivedersi nella sua storia. Il racconto è scritto in prima persona, tutto quello che scopriamo durante la lettura è filtrato dal suo sguardo. Il racconto inizia quindi in media res: la bambina è in macchina e il padre la sta portando dai Kinsella. Ogni cosa che la bambina racconta, ogni fantasia e flashback, sono collegati a ciò che le sta capitando, mostrando ogni aspetto del suo carattere. Bairéad invece, nel film, regala un nome alla bambina e riordina l’intreccio, raccogliendo molte informazioni su Càit nel primo atto del film, cioè quello dedicato alla presentazione del personaggio principale. Crea quindi un prologo ex novo. Questo processo di adattamento si chiama addizione (Processi di Adattamento), cioè vengono inseriti nel film eventi o personaggi che nel libro non sono presenti. Per esempio le scene di Càit a scuola. Tutto questo primo atto permette di evitare flashback e pone in evidenza temi che verranno poi sviluppati e risolti nel resto del film. Inoltre noi spettatori empatizziamo immediatamente con la bambina perché quando arriva dai Kinsella sappiamo di lei più di quanto sappiamo i Kinsella stessi.
Personalmente credo che la modifica più interessante sia però quella relativa a Mr Kinsella. Se nel racconto è già un uomo accogliente e amorevole, completamente differente dal padre, nel film sembra assomigliargli. È proprio l’aggiunta di un’altra sequenza che dà inizio alla sua evoluzione in positivo. Evoluzione che è uno svelarsi per ciò che è. In questo modo l’idea di figura paterna che ha la bambina, viene messa in discussione lentamente permettendole di conoscere l’amore genitoriale da qualcuno che non l’ha messa al mondo ma la riporta al mondo.
Kinsella mi prende per mano. Allora mi rendo conto che mio padre non l’ha mai fatto, nemmeno una volta, e una parte di me vorrebbe che Kinsella mi lasciasse andare, cosí non sarei costretta a provare niente di simile.
Keegan, Claire. Un’estate (p.37). EINAUDI. Edizione del Kindle.
Ritengo che sia il racconto che il film siano delle perle da non lasciarsi scappare. Questa storia è delicata sia nelle parole che nelle immagini e dimostra come i piccoli atti d’amore facciano la differenza. Se avete letto L’Estate e/o visto The Quiet Girl, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate.
Potete guardare il film gratuitamente su RaiPlay.
Il libro è acquistabile sia cartaceo che in ebook su Amazon, Ibs, Mondadori, Feltrinelli e Libreria.coop.


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