Ci troviamo a Richmond, a Los Angeles, a New York; in un giorno non ben precisato del 1923, del 1951 e del 2001. In questo non precisato giorno vivono rispettivamente Virginia Woolf, Laura Brown e Clarissa Vaughan. Benché lontane nello spazio e nel tempo, le vite di queste tre donne sono tenute insieme da un’altra donna che è Mrs Dalloway. Nel 1923, a Richmond, Virginia Woolf sta scrivendo il romanzo Mrs Dalloway cercando di capire se fare vivere o morire la sua protagonista. Nel 1951, a Los Angeles, Laura Brown incastrata nella sua vita da moglie e madre degli anni ’50, legge Mrs Dalloway. Nel 2001, a New York, Clarissa Vaughan prepara una festa per Richard, suo amico e vecchio amore, che ha l’abitudine di chiamarla Signora Dalloway.
Mrs Dalloway ne ‘Le Ore‘
Se avete letto Mrs Dalloway e l’avete amato, dovete leggere The Hours (titolo italiano: Le Ore) di Michael Cunningham, romanzo che ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa nel 1999. Se avete letto e amato Le Ore, dovete leggere Mrs Dalloway. Le Ore si intreccia con il romanzo woolfiano e non soltanto perché utilizza quello che, in principio, era il titolo scelto da Virginia Woolf per Mrs Dalloway. Allo stesso tempo lo riadatta, lo analizza dalla prospettiva di chi scrive, di chi legge e di chi si ritrova a viverlo. Lo espande, creando collegamenti intertestuali con l’adattamento cinematografico di Mrs Dalloway.
Meryl Streep in ‘The Hours’
Una curiosità è che in Le Ore durante la passeggiata per andare a comprare i fiori, Clarissa nota le roulotte di un set cinematografico. Da una di queste vede scendere una donna della quale vede soltanto la capigliatura bionda.
“È una testa di donna, abbastanza lontana, vista di profilo, come la testa su una moneta, e mentre Clarissa non riesce immediatamente a identificarla (Meryl Streep? Vanessa Redgrave?) sa senza ombra di dubbio che la donna è una star cinematografica.”
Cunningham, Michael. Le ore (p.39). La nave di Teseo. Edizione del Kindle.
Come ho scritto riguardo l’adattamento di Mrs Dalloway, è Vanessa Redgrave ha interpretare la cinematografica Clarissa Dalloway. Inoltre il regista di The Hours, Stephen Deldry, decide di prendere questo passo di Cunningham come un suggerimento, poiché è Meryl Streep a interpretare Clarissa Vaughan nell’adattamento de Le Ore.
L’adattamento di Deldry



In The Hours, Deldry riprende esattamente il prologo del romanzo. L’evento che apre il film è la morte di Virginia Woolf e la bellissima lettera che lei stessa scrisse al marito. Rispetta la divisione in capitoli del romanzo che alterna le tre storie senza intrecciarle se non alla fine, ma è differente l’ordine di apparizione delle protagoniste. Inoltre, mentre i primi tre capitoli del romanzo ci presentano immediatamente le tre donne attraverso Mrs Dalloway, nel film è il marito di Laura, quello di Virginia e la compagna di Clarissa che letteralmente ci aprono la loro porta di casa mentre le tre donne dormono ancora o si riaddormentano. Il montaggio che ci fa comprendere il legame tra le protagoniste è veloce ma crea un unico lento risveglio di tre donne che sembrano una. Anche i fiori “dallowayani”, essenziali in entrambi i romanzi, nel film diventano oggetti unificanti attraverso il montaggio:

Clarissa afferra un vaso con di fiori rossi, Dan (il marito di Laura) poggia un altro vaso di fiori gialli su un ripiano, Nelly (la cameriera di casa Woolf) riordina dei fiori blu che si trovano in un vaso. Così anche nell’adattamento sono i fiori che le legano a Mrs Dalloway e tra di loro.
Conclusione
Ovviamente non tutto il romanzo è adattato per The Hours né i personaggi sono tutti presenti. Come già scritto, è molto difficile realizzare una trasposizione identica in tutte le sue parti. Ma la fedeltà allo spirito del romanzo è presente. È presente Virginia Woolf che ricerca se stessa in Mrs Dalloway, la malinconia e tristezza di Laura e Clarissa che non vanno a patti con il futuro mai realizzato e il presente ormai avverato. L’idea che la soluzione possa essere il verbo sparire – la sparizione di se stesse, degli altri, del tempo – e solo così sperare che il proprio universo biografico si riequilibri definitivamente.


Lascia un commento